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Dichiarazione di interesse culturale

La dichiarazione di interesse culturale è il provvedimento formale che riconosce l’interesse archeologico di siti, monumenti, collezioni, singoli reperti di proprietà pubblica e privata.
Il decreto viene emesso dal Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna su proposta della Soprintendenza.

Per salvaguardare l’integrità dei beni immobili ed evitare che ne siano danneggiate luce, prospettiva, visuale, il Direttore regionale, su proposta della Soprintendenza , può individuare attorno al bene dichiarato di interesse culturale un’area sottoposta a prescrizioni di tutela indiretta (Decreto legislativo n. 42/2004 “Codice dei beni culturali e del Paesaggio” , artt. 45-47) emettendo un apposito decreto.
I beni immobili dichiarati di interesse culturale e sottoposti alle prescrizioni di tutela indiretta sono inseriti nelle carte regionali collegate al Piano Paesaggistico Regionale ed in quelle dei comuni che dispongono di un Piano Urbanistico Comunale aggiornato.

Avverso il decreto di dichiarazione di interesse è ammesso ricorso al Ministero (Codice , art.16).

La Soprintendenza cura l’aggiornamento dell’elenco degli immobili per cui sia intervenuta la dichiarazione d’interesse e rilascia le relative certificazioni.

Le notifiche espresse in base alla legge n. 364/1909 e alla legge n. 778/1922, e i vincoli imposti ai sensi della legge n. 1089/1939 e del decreto legislativo n. 490/1999 conservano efficacia (Codice , art.128).

Elenco immobili dichiarati di interesse culturale provincia di sassari (formato PDF)

Elenco immobili dichiarati di interesse culturale provincia di nuoro (formato PDF)

BENI DI PROPRIETA’ PRIVATA: SITI E MONUMENTI ARCHEOLOGICI
Codice , art. 10, comma 3, lettera a; artt. 13-14.

 

Procedura

  1. La Soprintendenza, dopo aver verificato interesse, caratteristiche e consistenza del bene e la proprietà dei terreni su cui questo insiste, comunica, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, ai proprietari ed al comune di pertinenza l’avvio del procedimento di dichiarazione di interesse culturale degli immobili (ai sensi dell’art. 7 della legge n. 241/1990 e successive modifiche e integrazioni).
  2. I proprietari, possessori o detentori del bene, entro un periodo di tempo fissato dalla Soprintendenza ma comunque non inferiore ai 30 giorni, possono partecipare al procedimento amministrativo inviando alla Soprintendenza eventuali osservazioni, memorie scritte e documenti per illustrare circostanze ritenute rilevanti ai fini dell’emanazione del provvedimento finale
  3. Trascorsi i termini del procedimento previsti dalla legge n. 241/1990 e successive modifiche, la Soprintendenza propone alla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna l’emanazione del decreto di interesse culturale sulla base della documentazione trasmessa. In attesa dell’emanazione del decreto i beni sono comunque sottoposti a tutela, e dunque non possono essere modificati in alcun modo senza l’autorizzazione della Soprintendenza.
  4. Entro 120 giorni dall’avvenuta comunicazione agli interessati, la Direzione regionale, nel caso valuti positivamente la proposta della Soprintendenza, emana il decreto di dichiarazione di interesse culturale. Tale decreto, corredato della relazione scientifica, della documentazione fotografica e della planimetria catastale, viene notificato ai proprietari, possessori o detentori e al Comune competente, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Copia del decreto viene trasmessa anche al Ministero, alla Soprintendenza e al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale del Nucleo di Sassari.
  5. Ricevute dalla Direzione regionale copia delle cartoline postali comprovanti la ricezione del decreto da parte del proprietario e del Comune, la Soprintendenza provvede alla trascrizione del decreto presso la competente Agenzia del Territorio – Servizio Pubblicità Immobiliare.

 

Documentazione scaricabile

Richiesta accertamento interesse culturale (formato PDF)

Richiesta certificazione interesse culturale (formato PDF)

 

BENI DI PROPRIETA’ PRIVATA: COLLEZIONI E SINGOLI REPERTI
Codice , art. 10, comma 3, lettera a; artt. 13-14.

 

Procedura

  1. La Soprintendenza, dopo aver redatto la scheda scientifica della collezione o del reperto, comunica a proprietari, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, l’avvio del procedimento di dichiarazione di interesse culturale (legge 241/1990, art. 7 e successive modifiche e integrazioni)
  2. I proprietari, possessori o detentori del bene, possono partecipare al procedimento amministrativo inviando alla Soprintendenza entro 80 giorni eventuali osservazioni, memorie scritte e documenti per illustrare circostanze ritenute rilevanti ai fini dell’emanazione del provvedimento finale
  3. La Soprintendenza propone alla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna l’emanazione del decreto di interesse culturale sulla base della documentazione trasmessa. In attesa dell’emanazione del decreto i beni sono comunque sottoposti a tutela e dunque non possono essere alienati, spostati e modificati in alcun modo senza l’autorizzazione della Soprintendenza
  4. Entro 120 giorni dall’avvenuta comunicazione agli interessati, la Direzione regionale, nel caso valuti positivamente la proposta della Soprintendenza, emana il decreto di dichiarazione di interesse culturale. Tale decreto, corredato della scheda scientifica, viene notificato ai proprietari, possessori o detentori tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o mediante messo comunale. Copia del decreto viene trasmessa anche al Ministero, alla Soprintendenza e al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale del Nucleo di Sassari.

 

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Richiesta accertamento interesse culturale (formato PDF)

Richiesta certificazione interesse culturale (formato PDF)

 

BENI DI PROPRIETA’ PRIVATA: SITI E MONUMENTI ARCHEOLOGICI
PRESCRIZIONI DI TUTELA INDIRETTA

Codice , artt. 45- 47.

 

Procedura

  1. La Soprintendenza, dopo aver verificato la proprietà dei terreni su cui insiste il bene, comunica ai proprietari e al Comune di pertinenza, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, l’avvio del procedimento di tutela indiretta. Nella comunicazione è individuato il bene sottoposto a tutela indiretta ed è riassunto il contenuto delle prescrizioni.
  2. I proprietari, possessori o detentori del bene, possono partecipare entro 80 giorni al procedimento amministrativo inviando alla Soprintendenza eventuali osservazioni, memorie scritte e documenti per illustrare circostanze ritenute rilevanti ai fini dell’emanazione del provvedimento finale.
  3. La Soprintendenza propone alla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna l’emanazione del decreto di tutela indiretta sulla base della documentazione trasmessa. In attesa dell’emanazione del decreto i beni sono comunque sottoposti a tutela indiretta relativamente a quanto disposto dalle prescrizioni.
  4. Entro 120 giorni dall’avvenuta comunicazione agli interessati, la Direzione regionale, sentito il parere del Comitato regionale di coordinamento (Decreto Presidente Repubblica n. 173/2004 , art.21), nel caso valuti positivamente la proposta della Soprintendenza emana il decreto di tutela indiretta. Tale decreto, corredato della relazione scientifica e della planimetria catastale, viene notificato ai proprietari, possessori o detentori e al Comune competente, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Copia del decreto viene trasmessa anche al Ministero, alla Soprintendenza e al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale del Nucleo di Sassari.
  5. Ricevute dalla Direzione regionale copia delle cartoline postali comprovanti la ricezione del decreto da parte del proprietario e del Comune, la Soprintendenza provvede alla trascrizione del decreto presso la competente Agenzia del Territorio – Servizio Pubblicità Immobiliare.

 

BENI APPARTENENTI AD ENTI PUBBLICI E A PERSONE GIURIDICHE PRIVATE SENZA SCOPO DI LUCRO

I beni di proprietà pubblica e di persone giuridiche private senza scopo di lucro (enti ecclesiastici, Fondazioni, ONLUS) che presentano interesse archeologico sono sottoposti alle disposizioni di tutela anche in assenza di formale dichiarazione di interesse, almeno sino al momento della verifica dell’interesse culturale (Codice , art.12), che può sfociare nella dichiarazione di interesse culturale o, nel caso di beni demaniali, nella loro sdemanializzazione e libera alienabilità.
Dunque, sino all’effettuazione della verifica, qualsiasi intervento sui beni deve essere autorizzato dalla Soprintendenza (Codice , art.21, comma 4), i beni sono inalienabili (Codice , art.54 e seguenti) e non può essere attivata la procedura per l’eventuale erogazione di contributi da parte del Ministero.

La Soprintendenza provvede a fornire il proprio motivato parere circa la sussistenza o meno dei requisiti di interesse culturale degli immobili di proprietà pubblica alla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna , ufficio che conduce il procedimento di verifica che si conclude con la dichiarazione di interesse, oppure con l’attestazione della mancanza di interesse.

 

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Richiesta certificazione interesse culturale (formato PDF)

 

OBBLIGHI DEI POSSESSORI DEI BENI SOTTOPOSTI A TUTELA

I possessori dei beni sottoposti a tutela hanno l’obbligo di comunicare alla Soprintendenza il trasferimento di proprietà dei beni, di provvedere alla loro conservazione, e di richiedere l’autorizzazione per qualunque intervento da effettuare sui beni.

In relazione ai monumenti e ai siti archeologici deve essere autorizzata anche la modifica di destinazione d’uso e la collocazione di cartelli pubblicitari e insegne. E’ inoltre obbligatorio per i proprietari di immobili sottoposti a tutela indiretta rispettare le prescrizioni e i divieti contenuti negli specifici decreti, come le distanze, misure ed altre norme prescritte a salvaguardia della prospettiva e del decoro dei beni archeologici.

Quanto ai beni archeologici mobili, è vietato lo smembramento delle collezioni e devono essere preventivamente autorizzati dalla Soprintendenza gli spostamenti, anche temporanei dei beni dalla loro sede, compresi quelli per l’esposizione in mostre e per l’uscita temporanea dei beni dal territorio nazionale per manifestazioni di alto interesse culturale (vedi sezione prestito temporaneeo beni culturali per mostre nel sito della Soprintendenza per i Beni Architetttonici, Paesaggio, Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico per le province di Cagliari e Oristano). Salvo particolari eccezioni, è vietata l’uscita definitiva dei beni tutelati dal territorio nazionale (Codice , artt. 21-24, 27, 30-31, 49, 59, 65-66). (vedi anche sezione circolazione dei beni sempre nel sito della stessa Soprintendenza).

 

Referenti
I referenti di zona

 

Tutela patrimonio archeologico e paleontologico
Responsabile:


 

TRASFERIMENTI DI PROPRIETA’

Tutti i trasferimenti di proprietà e di detenzione dei beni culturali devono essere comunicati alla Soprintendenza entro il termine perentorio di 30 giorni dall’atto di trasferimento (Codice , art.59). La comunicazione è obbligatoria anche in caso di successione, di acquisto nel corso di procedure di vendita forzata o di vendita fallimentare e in caso di donazione gratuita.

La denuncia deve essere fatta

  • dal venditore, in caso di compravendita
  • dal donante, in caso di donazione,
  • da chi cede il bene, in caso di passaggio della detenzione
  • dall’acquirente, in caso di vendita forzata o fallimentare
  • dall’erede, in caso di successione.

 

L’acquirente può ottenere la riduzione dell’imposta di registro sull’atto di trasferimento della proprietà (legge 512/1982, art.5) richiedendo alla Soprintendenza un’apposita certificazione.

Nel caso di compravendita, il Ministero, la Regione, il Comune o la Provincia del luogo in cui il bene si trova possono acquistare i beni allo stesso prezzo stabilito nell’atto di compravendita esercitando il diritto di prelazione entro 60 giorni dalla data di ricevimento della denuncia da parte della Soprintendenza. Il procedimento è di competenza della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna, alla quale la Soprintendenza invia il proprio motivato parere circa l’opportunità dell’acquisizione dei beni.

 

Documentazione scaricabile

Denuncia di alienazione (formato PDF)

Richiesta di certificazione per riduzione aliquota fiscale atto di alienazione (formato PDF)

 

Referente


 

CONTRIBUTI PER IL RESTAURO

Il Ministero concede contributi in conto capitale o in conto interessi per il restauro, su iniziativa del proprietario, di beni culturali per cui sia stata emessa la dichiarazione di interesse (Codice , artt. 31, 35-37), compatibilmente con la disponibilità finanziaria complessiva. La richiesta di ammissibilità ai contributi deve essere presentata alla Soprintendenza prima dell’avvio dei lavori.
In sede di autorizzazione degli interventi di restauro la Soprintendenza, dietro specifica richiesta, può attestare la necessità dell’intervento per la conservazione dei beni immobili ai fini dell’applicabilità delle agevolazioni fiscali.

Il contributo in conto capitale viene erogato, nella misura media del 30% e sino al massimo del 50% della spesa ammessa a contributo, a lavori ultimati per lotti omogenei, previo collaudo positivo da parte della Soprintendenza. Il contributo in conto interessi viene erogato sui mutui accordati dagli istituti di credito ai proprietari, possessori o detentori degli immobili nella misura massima corrispondente agli interessi calcolati ad un tasso di sei punti percentuali sul capitale concesso a mutuo. I due differenti contributi sono cumulabili.

L’erogazione dei contributi è condizionata alla preventiva stipula di un’apposita convenzione tra il Ministero e i proprietari in cui si concordano le modalità per l’accessibilità al pubblico dei beni culturali (Codice , art.38; Decreto legislativo n. 156/2006 , art.2, comma 4, lettera p).

 

Documentazione scaricabile

Richiesta ammissibilità ai contributi (formato PDF)

Documentazione standard per attivazione contributi in conto capitale sulle spese per interventi di restauro e manutenzione (formato PDF)

Documentazione standard per attivazione contributi in conto capitale sulle spese per interventi di restauro e manutenzione eseguiti (formato PDF)

Documentazione standard per attivazione contributi in conto interessi sulle spese per interventi di restauro e manutenzione (formato PDF)

 

Referenti
I referenti di zona

 

AGEVOLAZIONI FISCALI
I possessori di beni per cui sia intervenuta la dichiarazione di interesse culturale possono usufruire di agevolazioni fiscali e detrazioni d’imposta ai sensi della legge n.75/1993 e della legge n.512/1982 (artt. 3 e 5).
La Soprintendenza può concedere, su richiesta, le necessarie certificazioni.

Per quanto riguarda invece le agevolazioni fiscali a beneficio delle imprese che investono nel settore dei beni culturali, è necessario che le imprese comunichino direttamente al Ministero l’ammontare delle erogazioni liberali elargite e le generalità complete, comprensive dei dati fiscali.

 

Documentazione scaricabile

Richiesta di certificazione per sgravio ICI (formato PDF )

Richiesta di certificazione per sgravio fiscale degli oneri di conservazione (formato PDF)

Richiesta di certificazione per riduzione aliquota fiscale atto di alienazione (formato PDF)

 

Referenti
I referenti di zona