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La donna nella preistoria della Sardegna tra mito e realtà

Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari, Olbia-Tempio e Nuoro, in collaborazione con il Comune di Perfugas, la società Sa Rundine e l'associazione Archeofoto Sardegna

Perfugas - Museo Archeologico e Paleobotanico

Festa della donna 2012,  08 marzo 2017

Orario: 17,00

La donna nella preistoria della SardegnaIn occasione dell'8 marzo, giornata internazionale della donna, la Sede Operativa di Perfugas della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari, Olbia-Tempio e Nuoro, in collaborazione con il Comune di Perfugas, la società Sa Rundine e l'associazione Archeofoto Sardegna, propone la conferenza della dott.ssa Angela Antona, già funzionaria archeologa della Soprintendenza,  dal titolo  "La donna nella preistoria della Sardegna tra mito e realtà".

La conferenza, che si terrà alle ore 17 presso il Museo Archeologico e Paleobotanico di Perfugas, analizzerà  un'espressione artistica che,  dalle più antiche immagini femminili rinvenute nell'Isola, quale la Venere di Macomer, alle statuette femminili, si sviluppa in Sardegna a partire dal V millennio a. C.
Le statuine di questo tipo, tra le quali quella conservata nel museo di Perfugas è l'unica a stringere tra le braccia un bambino, sono svariate decine e rappresentano una divinità femminile, la Grande Madre, nel suo aspetto di rigeneratrice e portatrice di abbondanza.
Da rappresentazione realistica in forme esuberanti, l'aspetto della dea, in posizione assisa o in piedi, si trasforma in una figura sempre più slanciata, appiattita e schematica: passa a forme geometriche cruciformi, a placca intera e traforata, pur mantenendo il chiaro riferimento alle parti del corpo che ne indicano la femminilità.
La gran parte di queste sculture proviene da contesti funerari certi: tombe scavate nella roccia, a semplice pozzetto o con articolazioni più complesse. La presenza di questa immagine femminile nel ventre della terra, costituisce il simbolo più caratteristico della religiosità degli agricoltori preistorici. La loro sopravvivenza era affidata, infatti, alla generosità della terra, madre generatrice e nutrice dalla quale la vita ha origine e alla quale ritorna.
Più variegate le rappresentazioni femminili note per l'età nuragica, note specialmente attraverso i bronzetti figurati: figure di sacerdotesse e sciamane, madri con il figlio in grembo, antesignane della Pietà, popolane che offrono i loro doni alle divinità.
I lavori saranno introdotti dalla dott.ssa Nadia Canu, funzionaria archeologa della Soprintendenza e coordinatrice della Sede Operativa di Perfugas, ed in chiusura  il fotografo Nicola Castangia accompagnerà i presenti in un viaggio fotografico nel mondo delle janas.

La donna nella preistoria della Sardegna

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