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Scavi e restauri

 

Rientrano nell’ambito dei compiti istituzionali della Soprintendenza l’attività di ricerca e gli interventi di restauro.

L’attività di scavo archeologico è di competenza esclusiva dello Stato (Codice dei beni culturali e del paesaggio , art.88) che la svolge mediante le soprintendenze competenti per territorio. Può anche essere affidata in concessione a soggetti pubblici e privati, fermo restando la sorveglianza del Ministero sulle attività svolte.

La scelta degli interventi finanziati con fondi ministeriali ed inseriti nella programmazione tiene conto delle esigenze di conservazione e valorizzazione dei beni archeologici del territorio, con priorità assoluta per i beni a rischio di perdita. Agli interventi programmati, che riguardano di solito aree di particolare rilevanza, si aggiungono i cosiddetti interventi di urgenza, legati a rinvenimenti fortuiti o a danneggiamenti, e le indagini archeologiche preventive alla realizzazione di opere pubbliche.
Altri interventi, prevalentemente finanziati dalla Regione, sono concordati con gli Enti territoriali e soggetti al controllo della Soprintendenza.

La Soprintendenza svolge attività di restauro dei beni archeologici, finalizzata alla conservazione della loro integrità fisica e culturale, con interventi di conservazione sia su beni mobili che immobili.
Per quanto riguarda i beni mobili, gli interventi di restauro si svolgono, in prevalenza, presso i laboratori del Centro di conservazione e restauro dei beni culturali.


Referenti
I referenti di zona