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Autorizzazione ai lavori

In relazione ai compiti di tutela, la Soprintendenza esamina e valuta i progetti riguardanti interventi di qualunque genere incidenti sui beni archeologici, ai fini del rilascio della necessaria autorizzazione (Codice dei beni culturali e del paesaggio , artt. 21-22).

L’autorizzazione è necessaria per tutti i beni immobili e mobili appartenenti allo Stato, alla Regione, alle province, ai comuni, ad enti ed istituti pubblici e a persone giuridiche private senza fine di lucro (enti ecclesiastici, ONLUS, Fondazioni) sui quali la verifica di interesse non abbia dato esito negativo.
E’ inoltre necessaria per i beni immobili e mobili di proprietà privata per cui sia intervenuta la dichiarazione d’interesse culturale, oppure che ricadono in aree individuate di interesse archeologico ai sensi dei vigenti strumenti urbanistici e di pianificazione territoriale

Il soprintendente può ordinare la sospensione degli interventi avviati senza autorizzazione oppure condotti in modo difforme dall’autorizzazione rilasciata La sospensione può essere ordinata anche in assenza di dichiarazione di interesse culturale o di verifica di interesse (Codice , art. 28).
Nel caso di beni privati per i quali non sia intervenuta la dichiarazione di interesse culturale, l’ordine di sospensione decade automaticamente se entro 30 giorni non viene notificato l’avvio del procedimento per la dichiarazione d’interesse. I beni culturali pubblici sono in ogni caso soggetti alle norme di tutela fino alla verifica di interesse culturale.

Nel caso di lavori pubblici per i quali sia stata convocata una conferenza di servizi l’autorizzazione del Ministero è espressa dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici sulla base del parere della Soprintendenza competente. E’ pertanto necessario inviare con sufficiente anticipo anche alla Soprintendenza una copia completa del progetto.

Il Ministero può concedere contributi per il restauro e altri interventi di conservazione dei beni per i quali sia intervenuta la dichiarazione di interesse (Codice , artt. 31, 35-38).

 

Procedura

  1. Il proprietario o l’ente che gestisce il finanziamento invia alla Soprintendenza competente la richiesta di autorizzazione ai lavori, corredata dagli elaborati progettuali finalizzati a descrivere in modo dettagliato ed esaustivo l’intervento.
  2. La Soprintendenza – che può eventualmente chiedere ulteriore documentazione e procedere ad accertamenti e sopralluoghi- completa l’istruttoria entro 120 giorni rilasciando un’autorizzazione all’esecuzione dei lavori, oppure esprimendo un motivato diniego, accompagnato da indicazioni per l’eventuale rielaborazione dell’istanza. Qualora la Soprintendenza richiedesse chiarimenti o documentazione integrativa, il termine di 120 giorni è sospeso sino al ricevimento di quanto richiesto, e comunque per non più di 30 giorni. L’autorizzazione può essere corredata da eventuali prescrizioni.
  3. Al fine di consentire eventuali controlli in corso d’opera, il richiedente comunica alla Soprintendenza con congruo anticipo, non inferiore comunque a 5 giorni lavorativi, la data d’inizio dei lavori ed il nominativo del direttore dei lavori e della ditta esecutrice.

 

Documentazione scaricabile

Richiesta di autorizzazione ai lavori (formato PDF)

 

Referenti

I referenti di zona

 

VERIFICA PREVENTIVA DELL’INTERESSE ARCHEOLOGICO PER LA REALIZZAZIONE DI OPERE PUBBLICHE

Tutti i progetti preliminari di opere pubbliche comportanti trasformazioni del territorio emerso e sommerso devono essere inviati alla Soprintendenza competente, in quanto potenzialmente dannosi per la conservazione materiale di emergenze archeologiche note o ignote e della relativa cornice paesaggistica di immediato riferimento.
Insieme al progetto devono essere trasmessi gli esiti delle indagini archeologiche preliminari

Procedura

  1. L’amministrazione appaltante invia alla Soprintendenza il progetto preliminare, oppure anche uno stralcio di progetto, qualora sia sufficiente per la valutazione del suo impatto sul patrimonio archeologico. Fanno parte integrante del progetto gli esiti delle indagini archeologiche preliminari (Codice , art. 28, comma 4; Decreto legislativo 163/2006 “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture” , art.95)
  2. Entro 90 giorni dal ricevimento della documentazione la Soprintendenza può approvare il progetto, oppure può richiedere, fornendo le motivazioni, che l’intervento venga sottoposto a procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, consistente nell’esecuzione di sondaggi archeologici e scavi preventivi a spese dell’amministrazione appaltante e sotto la direzione della Soprintendenza (Decreto legislativo 163/2006 , art. 96)). La richiesta sospende i termini di esame del progetto. Avverso tale richiesta è ammesso il ricorso amministrativo (Codice , art. 16).
  3. Su proposta della Soprintendenza, il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici stipula, entro 30 giorni dalla richiesta di procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico avanzata dalla Soprintendenza, un apposito accordo con l’amministrazione appaltante per disciplinare le forme di coordinamento e collaborazione, nonché le modalità di documentazione e divulgazione dei risultati dell’indagine.
  4. A conclusione della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico la Soprintendenza redige una relazione definitiva, sulla base della quale vengono riconosciuti i diversi livelli di rilevanza archeologica dell’area interessata ai lavori; detta di conseguenza le prescrizioni necessarie ad assicurare la conoscenza, la conservazione e la protezione dei rinvenimenti archeologicamente rilevanti oppure, nei casi di complessi di particolare importanza, include le prescrizioni nel provvedimento di dichiarazione di interesse , di cui avvia il procedimento.

 

Documentazione scaricabile

Richiesta di verifica preventiva dell’interesse archeologico (formato PDF)

 

Referenti

I referenti di zona